18 dicembre 2009

Ucci Ucci sento odor di cristianucci

Sono una Strega classica, di quelle che non amano mica tanto i bambini. Non che io li bolla nel calderone (ma forse quelli sono i comunisti) o li ingrassi per metterli in forno (sapete che cucino poco); semplicemente non amo stare in mezzo alla loro confusione, preferisco che stiano alla larga dalla mia casetta di marzapane, non mi piace quando si avventano sulla piccola Brodina che, manco a dirlo, ne è terrorizzata.
Eppure ne sono perseguitata. All'inizio della mia attività lavorativa, nel controllo qualità di una grande azienda alimentare, non hanno trovato di meglio che affidarmi la gestione delle visite scolastiche. "Sei fresca di studi, sei giovane e carina, ci costi poco e niente, pascola tu le due scolaresche che tutte le sante mattine vengono in visita allo stabilimento". Una lavoratrice appena arrivata, fresca di studi, pagata poco e niente, ovviamente non ha molte possibilità di opporsi. "Certo", ho detto esitante..."dovrò prepararmi...saranno istituti tecnici? scuole specializzate?". "No, tranquilla, saranno tutti tra la seconda elementare e la prima media". "Ucci Uucci. Che carucci".
E così è cominciato un incubo. Al mattino non avevo neanche il tempo di sedermi tranquilla, bere un caffè e controllare la posta, che già sentivo arrivare nel cortile il temuto pullman, che svuotava su di me il suo caotico e vociante contenuto. Correvano da tutte le parti, si spingevano, tentavano di infilarsi a cinque per volta attraverso una porta che poteva farne passare due, urlavano, raramente salutavano. Anche le maestre salutavano raramente, impegnate com'erano a urlare più forte di quei piccoli mostri.
Alla fine, in qualche modo, le maestre riuscivano a farli entrare e, solo quando c'era il silenzio più assoluto, io mi degnavo di far vibrare le mie delicate corde vocali.
Non ero proprio capace. Cominciavo a parlare di alimenti, trattamenti, normativa, analisi microbiologiche... finchè mi accorgevo che una sessantina di occhioni mi fissavano attoniti e le maestre, perplesse, mi facevano notare che col programma non erano ancora arrivate alla differenza tra sterilità assoluta e strerilità commerciale. A volte capitava una manina alzata, cinque piccole dita aperte a ventaglio e tese all'inverosimile. Una domanda. Una piccola mente interessata. "Dimmi pure". "Ti ho fatto un ritratto, vuoi vederlo?". Ommariavergine dammi la forza.

(potrebbe continuare...)

8 commenti:

  1. Ahahahah com'era il ritratto??? :)
    Ma dai, a me i babbuin... ehm bambini son simpatici :D

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  2. cooooome ti capisco!!!

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  3. I bambini riescono ad essere tremendi, e poi quelli degli altri sono difficilmente sopportabili.

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  4. potrebbe continuare..? deve continuare!

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  5. Parlaperlapirla: sicuramente non lo ho appeso in ufficio...

    Lunga: grazie!

    Mariacristina: figurati presi a dozzine...

    Cescocesto: d'accordo!

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  6. eh, so di che parli: io di lavoro mi occupo la maggior parte del tempo di didattica museale...

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  7. E io sono sempre più Scrooge: ma a sti bambini l'insegnano o no l'educazione? A volte (purtroppo spesso) sono insopportabili... ma non tutti grazie al cielo.

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  8. :*DDDD mi hai fatto morir dal ridere!!!!

    Pensa che a me i bambini piacevano... cioè, non è che non li sopporto per carità! Però ere ed ere fa ho fatto una supplenza di due mesi due in un asilo nido e da allora ne sono rimasta talmente traumatizzata che il mio diploma di maestra è ancora sperso da qualche parte in un ufficio universitario.... :DDDDD

    Il mio rapporto con i bimbi è alquanto strano... in "massa" mi fanno PAURA... a piccole dosi posso sopravvivere ma deve essere il bambino a rompere il ghiaccio... ^______^
    Però sono ultrafelice quando un'amica mi dice di aspettare un bimbo!!
    Quindi ti capisco, eccome!
    Baci

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