9 giugno 2010

Brodina e la Tartaruga (parte I)

Secondo me deve averci sentiti scherzare sul brodo di tartaruga. Non c'è altra spiegazione. Deve averci sentiti dire che è una prelibatezza, una rarità, che è vietato addirittura. Fatto sta che la soffice, biondissima, dolcissima Brodina si è trasformata in una feroce assassina. Aiutata dalla socia Pasticcia, ovviamente, che quando c'è da far casino non si tira mai indietro. Il fattaccio è successo mentre ero fuori a comprare le scarpe, e quando sono tornata ho trovato una scena davvero raccapricciante ad attendermi. Risparmio i dettagli.
Dopo le urla, gli strepiti, i mea culpa, dopo i veterinari, le cure, le veglie, gli scongiuri, alla fine il risultato è stato di un paziente morto e di un'altra ferita grave, ma guaribile nel giro di qualche settimana.
Appena tornata a casa la Tartaruga superstite è bastato uno sguardo alla coda e all'espressione di giubilo di Brodina per capire che avremmo dovuto mettere al sicuro lo sventurato rettile.
Gravata dal lutto recente e dai sensi di colpa per non aver saputo prevedere la disgrazia ho annunciato ad Apprendista che avremmo dovuto costruire un Signor Recinto per la superstite, degno di una TartaRegina, bello ma inespugnabile, solido e tranquillo, con tutti i comfort, senza risparmiare né in denaro né in lavoro.
E così è stato...


3 commenti:

  1. povera Tartaruga, costretta in esilio in un castello isolato (e che sia munito di torre da cui affacciarsi e sospirare malinconicamente!).

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  2. Mica facile far fuori una tartaruga, poveretta l'altra rimasta sola!

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  3. Cesco: già, con torre, parchetto e piscina... non se la passa poi male...

    Mariacristina: no. per niente facile. una scena da film horror...(più poveretta la buonanima, credimi)

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